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IJTARP Volume 8 Numero 2 luglio 2017

Lo sviluppo da parte dell’Associazione tedesca di AT di un sistema di valutazione della formazione analitico-transazionale basato sull’evidenza scientifica 
Norbert Nagel, Joachim König, Sebastian Ottmann e Annika Hahnle
https://doi.org/10.29044/V8I2P3

Astratto
Gli autori presentano lo sviluppo e l’analisi statistica, condotti sotto l’egida dell’Associazione tedesca di AT, di un sistema di valutazione online della formazione analitico-transazionale.   Viene chiarita la comprensione della ricerca ai fini della valutazione, e vengono presentati il modulo di inserimento dati e il suo fondamento teorico analitico-transazionale. Gli autori pongono l’accento sullo sviluppo del concetto di competenza, sulla definizione delle categorie di competenza e la rappresentazione dei fondamenti della teoria educativa analitico-transazionale. La disamina scientifica della validità e affidabilità delle scale, il processo di ricerca con pre-test e re-test, e la verifica dei dati nel sistema di valutazione online sono ampiamente documentati.  In conclusione, si afferma che questo modello di valutazione online della formazione analitico-transazionale rappresenta uno dei pochi strumenti di valutazione dell’insegnamento orientato al risultato nei paesi germanofoni che soddisfa criteri di controllo scientifico e che è stato pubblicato.

IJTARP Volume 8 numero 2 luglio 2017

Revisione del processo da parte del terapeuta: cicli di rottura e riparazione in psicoterapia analitico-transazionale relazionale per una cliente con uno stile di attaccamento distanziante: ‘Martha’ 
Silvia Baba Neal
https://doi.org/10.29044/V8I2P24

Astratto
Il presente articolo contiene la revisione da parte del terapeuta del processo prodottosi durante un caso di studio sistematico di psicoterapia con ‘Martha’, una cliente affetta da depressione, ansia, alessitimia e da uno stile di attaccamento distanziante/evitante.  Vengono descritti la valutazione, la diagnosi della cliente e l’orientamento terapeutico, seguiti da un resoconto dettagliato del processo terapeutico attraverso 12 sedute e 2 interviste post-terapia. I risultati del team di analisi vengono riepilogati indicando la necessità di supporto al terapeuta nell’identificazione dei problemi durante il processo terapeutico. Il team di analisi inoltre presta particolare attenzione ai punti di rottura e riparazione dell’alleanza terapeutica e la valutazione pragmatica conferma che la lotta relazionale tra il terapeuta e la cliente sia stata fondamentale nel generare un cambiamento positivo.

IJTARP Volume 8 numero 2 luglio 2017

“Domare” Julie e il suo stile di attaccamento evitante
Valérie Perret
https://doi.org/10.29044/V8I2P35

Astratto
In questo caso di studio, presento l’applicazione del modello elaborato da Richard Erskine del ‘Sé in Relazione’ su una cliente che chiamerò Julie. Descrivo le sfere di contatto aperto e chiuso che ho osservato all’inizio del lavoro. In seguito spiego come ho portato questa cliente a uno stato di risveglio delle proprie sfere anestetizzate attraverso un accompagnamento implicito e al pieno contatto rispettando nello stesso tempo il suo stile di attaccamento evitante.

IJTARP Volume 8 numero 2 luglio 2017

La vergogna, vero e proprio flagello della supervisione
Valérie Perret
https://doi.org/10.29044/V8I2P41

Astratto

  • Come elaboriamo la vergogna?
  • Qual è il suo impatto in supervisione?
  • Come può essere gestita dal supervisore?

La ragione che mi ha spinto a scrivere questo articolo nasce dalla mia esperienza personale con la vergogna. Inibiva il mio pensiero, la mia spontaneità, la mia creatività limitando di conseguenza il mio sviluppo personale e professionale. Liberarmi di essa mi ha permesso di ritrovare la libertà, l’energia e la legittimità. Ne ho guadagnato in competenza e assertività come supervisore.
Lo scopo di questo articolo vuole essere quello di farci riflettere, come supervisori, su come consideriamo la vergogna nell’ambito delle sedute di supervisione.

IJTARP Volume 8 numero 2 luglio 2017

Mäder, Maya (2017): ESPERIENZA PERSONALE IN PSICOTERAPIA: l’importanza per l’acquisizione della competenza nella formazione in psicoterapia transazionale
Opera riveduta da Günther Mohr
https://doi.org/10.29044/V8I2P49

IJTAR 8: 1 gennaio 2017

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo – ‘Anna’
Enrico Benelli, Emanuela Moretti, Giorgio Cristiano Cavallero, Giovanni Greco, Vincenzo Calvo, Stefania Mannarini, Arianna Palmieri & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V8I1P3

Astratto
Questo studio è il primo di una serie di sette studi, e appartiene alla seconda riproduzione sistematica dei risultati di due serie precedenti (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013; Benelli, 2016a, 2016b, 2016c) che hanno investigato l’efficacia del trattamento manualizzato con AT della depressione attraverso il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). Il terapeuta era una donna, bianca, italiana, con otto anni di esperienza clinica e la cliente, Anna, era una donna, bianca, italiana di 33 anni che ha partecipato a 16 sedute di psicoterapia analitico-transazionale. Anna rientrava nei criteri del DSM-5 per disturbo depressivo minore persistente (distimia) accompagnato a disturbi d’ansia. I giudici hanno concluso che il caso ha avuto un buon esito: miglioramento dei sintomi distimici durante la terapia e mantenimento dei medesimi nel range “sano” durante i sei mesi di follow-up, la cliente ha riportato un’esperienza positiva della terapia e ha descritto importanti cambiamenti nei pattern intrapsichici e interpersonali. In questo caso di studio, il trattamento analitico-transazionale della depressione si è dimostrato efficace nella cura del disturbo depressivo persistente.

IJTAR 8: 1 gennaio 2017

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo – ‘Caterina’
Enrico Benelli, Sara Filanti, Roberta Musso, Vincenzo Calvo, Stefania Mannarini, Arianna Palmieri & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V8I1P21

Astratto
Questo studio è il secondo di una serie di sette studi, e appartiene alla seconda riproduzione sistematica dei risultati di due serie precedenti (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013; Benelli, 2016a, 2016b, 2016c) che hanno investigato l’efficacia del trattamento manualizzato analitico-transazionale della depressione attraverso il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). Il terapeuta era una donna, bianca, italiana con dieci anni di esperienza clinica e la cliente, Caterina, era una donna, bianca, italiana di 28 anni che ha partecipato a 16 sedute di psicoterapia analitico-transazionale. Caterina rientrava nei criteri del DSM-5 per disturbo depressivo maggiore accompagnato ad ansia generalizzata. I giudici hanno concluso che il caso ha avuto un esito ottimo: miglioramento clinico precoce e duraturo dei sintomi depressivi, mantenuto anche durante i successivi sei mesi di follow-up, e   accompagnato da una diminuzione dei sintomi dovuti a stati d’ansia, stress generalizzato e gravità delle problematiche personali. L’aderenza al trattamento manualizzato della depressione va da un parametro di “buono” fino a “eccellente”. In questo caso di studio, il trattamento analitico-transazionale della depressione si è dimostrato efficace nella cura del disturbo depressivo maggiore in comorbidità con disturbi d’ansia.

IJTAR 8: 1 gennaio 2017

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo – ‘Deborah’
Enrico Benelli, Maddalena Bergamaschi, Cristina Capoferri, Stefano Morena, Vincenzo Calvo, Stefania Mannarini, Arianna Palmieri, Mariavittoria Zanchetta & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V8I1P39

Astratto
Questo studio è il terzo di una serie di sette studi, e appartiene alla seconda riproduzione sistematica dei risultati di due serie precedenti (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013; Benelli, 2016a, 2016b, 2016c) che hanno investigato l’efficacia del trattamento manualizzato analitico-transazionale della depressione attraverso il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). La depressione maggiore e la depressione sottosoglia sono spesso in comorbidità con disturbi d’ansia nel bambino e nell’adolescente e rappresentano un fattore di rischio che potrebbe sfociare in disturbi mentali in età adulta. Il terapeuta era una donna, bianca, italiana con quindici anni di esperienza clinica e la cliente, Deborah, era un’adolescente bianca di 15 anni, italiana che ha partecipato a 16 sedute di psicoterapia analitico-transazionale. I giudici hanno concluso che il caso ha avuto un buon esito: miglioramento precoce e duraturo della sintomatologia ansioso-depressiva durante la terapia e mantenimento del risultato durante tutti gli intervalli di follow-up. Inoltre, la cliente ha riportato cambiamenti significativi durante il colloquio post-trattamento e tali cambiamenti sono direttamente attribuibili alla terapia. In questo caso di studio, l’analisi transazionale manualizzata utilizzata nel trattamento della depressione in età adulta si è dimostrata efficace anche nel trattamento dei sintomi ansioso-depressivi in adolescenza.

IJTAR Volume 7 Numero 2 2016

Impatto dell’applicazione dei metodi di ridecisione nell’ambito di seminari di coaching esecutivo sul benessere psicologico: valutazione quantitativa dell’efficacia.
Mark Widdowson, Peter Theuns, Mil Rosseau & Rik Rosseau
https://doi.org/10.29044/V7I2P3

Astratto
Precedenti ricerche hanno dimostrato che i partecipanti alle maratone di ridecisione manifestano miglioramenti in termini di crescita personale e benessere psicologico (McNeel, 1982; Noriega-Gayol, 1997; Widdowson & Rosseau, 2014). Nel presente articolo, gli autori hanno condotto un’analisi quantitativa del benessere psicologico basandosi sul modello di Carol Ryff (PWBS) al fine di determinare se i partecipanti (n=49) ad un coaching esecutivo nell’ambito di una maratona di terapia ridecisionale manifestavano un incremento del benessere psicologico. I risultati mostrano miglioramenti statisticamente significativi del benessere psicologico complessivo e, nello specifico, in relazione alle dimensioni dell’autonomia, del controllo ambientale, della crescita personale e dell’autoaccettazione; ciò suggerisce l’efficacia dei seminari basati sulla terapia ridecisionale ai fini del miglioramento del benessere psicologico soggettivo.
IJTAR Volume 7 Numero 2 2016

Combinazioni di ingiunzioni e tipi di personalità che determinano forme di comportamento autodistruttivo in clienti alcol-dipendenti: risultati di uno studio osservazionale russo.
Dmitri I. Shustov, Olga D. Tuchina, Sergei A. Novikov & Ilya A. Fedotov
https://doi.org/10.29044/V7I2P10

Astratto
Il presente studio osservazionale, condotto tra il 2009 e il 2012 su 190 clienti maschi seguiti in regime ambulatoriale per dipendenza da alcol e sottoposti a trattamento psicoterapeutico a Ryazan, Russia, ha esplorato la possibile correlazione tra i comportamenti autodistruttivi manifestati dai soggetti e i rispettivi tipi di personalità e quali combinazioni di ingiunzioni venivano riflesse nei principali tratti della personalità.

Il comportamento autodistruttivo è stato misurato secondo le 7 Dimensioni di autodistruzione dell’alcolista (ASD) (Shustov 2005); gli autori hanno raccolto dati sull’abuso di sostanze alcoliche e ASD predominanti attraverso interviste semi-strutturate; i pattern di personalità e il funzionamento psicologico sono stati valutati attraverso l’osservazione clinica, l’intervista semi-strutturata, il questionario diagnostico della personalità: versione 4+ (Hyler, 1994) (versione russa) e i criteri ICD-10 ad eccezione del disturbo narcisistico di personalità diagnosticato secondo il DSM-IV; 12 ingiunzioni sono state valutate attraverso la scala delle ingiunzioni di Drego (Drego, 1994) (versione russa).

Nel corso dell’analisi delle correlazioni, si è visto che le ingiunzioni avevano un impatto significativo sul copione amartico del cliente alcolista seguito in regime ambulatoriale secondo un continuum di questo tipo: Non esistere, Non pensare, Non essere bambino, Non fidarti, Non sentire, Non crescere; i tipi di personalità del cliente avevano una correlazione diretta con specifici pattern di ingiunzioni. I tipi di personalità mediavano le dimensioni di autodistruzione dell’alcolista: la classica dimensione suicida era associata a tratti di personalità borderline; la dimensione antisociale a personalità antisociale e la dimensione professionale alla personalità narcisista.

IJTAR Volume 7 Numero 2 2016

Indagine attraverso il modello “caso di studio” volta alla valutazione dell’impatto della ristrutturazione organizzativa nell’ambito di un servizio di sostegno familiare su un team di counselling nel Regno Unito
Gillian Robinson
https://doi.org/10.29044/V7I2P21

Astratto
A seguito di una ristrutturazione organizzativa in una casa di cura nel Regno Unito, l’autrice ha utilizzato il modello “caso di studio” per valutare l’impatto della riorganizzazione su un team di counsellor volontari di cui faceva parte l’autrice stessa.  Alcuni counsellor hanno compilato un questionario, mentre altri manager e professionisti sono stati intervistati, sono state presentate in forma breve le risposte ottenute con entrambi i metodi di indagine. I risultati sono stati rivisti alla luce di diversi concetti di AT e l’autrice ha concluso ipotizzando che l’impatto della ristrutturazione sui counsellor sembrava andare di pari passo con il senso di vulnerabilità espresso dai loro clienti.

IJTAR Volume 7 Numero 2 2016

I molteplici volti dell’Analisi Transazionale: indagine sulla pratica e sull’identità del terapeuta analitico-transazionale nel Regno Unito
Siobhan Gregory
https://doi.org/10.29044/V7I2P29

Astratto
È stato utilizzato il metodo dell’indagine online su un campione di 99 terapeuti che hanno completato almeno il quadriennio di formazione in psicoterapia analitico-transazionale al fine di studiare i fattori ma anche i loro punti di vista sui metodi analitico-transazionale praticati in misura maggiore o minore e basati sulle “scuole” di psicoterapia Classica, Ridecisionale, della Catessi, Integrativa, Psicodinamica e Relazionale. Sono state raccolte informazioni su sesso, età, attività terapeutica e appartenenza ad associazioni professionali. L’indagine ha inoltre esplorato la volontà da parte dei soggetti di diversificare le proprie conoscenze in ambito terapeutico con altri approcci oltre l’AT, integrare le varie modalità terapeutiche e impegnarsi per mantenere un’identità AT.
Nell’ambito dell’indagine è stata condotta un’analisi statistica delle scale d’identità AT e Integrativa, che hanno mostrato buona affidabilità e coerenza interna. L’analisi statistica dei risultati ha indicato che i livelli di identità integrativa nei partecipanti erano più elevati rispetto all’identità AT, tuttavia non è chiaro se ciò fosse correlato all’approccio analitico-transazionale/integrativo o all’integrazione generica di approcci diversi. È stato osservato che l’ottenimento della qualifica internazionale di Analista Transazionale Certificato – CTA (Psicoterapia) era correlato all’impegno in AT e all’interno della comunità AT. 

IJTAR Volume 7 Numero 1 Gennaio 2016

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo –  ‘Sara’
Enrico Benelli, Barbara Revello, Cristina Piccirillo, Marco Mazzetti, Vincenzo Calvo, Arianna Palmieri, Marco Sambin & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V7I1P3

Astratto
Questo studio è il primo di una serie di tre, e rappresenta la replicazione italiana sistematica di precedenti risultati osservati nel Regno Unito (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013) sull’efficacia del trattamento analitico–transazionale, recentemente manualizzato, della depressione su clienti britannici, utilizzando il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). Vengono descritte le varie fasi dell’HSCED come metodo di ricerca sistematico su un caso di studio, ovvero come metodo quasi-giudiziale volto a vagliare le prove del caso su cui i ricercatori costruiscono argomentazioni opposte in merito a fonti di prova multiple di natura qualitativa e quantitativa e i giudici esprimono un parere a favore o contro dette proposte per concludere se il cliente ha mostrato durante la terapia cambiamenti sostanziali e se l’esito è attribuibile alla terapia stessa. In questo caso il terapeuta era una donna bianca italiana con dieci anni di esperienza clinica mentre la cliente, Sara, era una donna bianca italiana di 62 anni affetta da lieve depressione e con tre lutti recenti alle spalle. La cliente aveva partecipato a sedici sedute di terapia analitico-transazionale. La diagnosi si basa sui criteri del nuovo DSM-5 che consentono di differenziare tra Depressione e Lutto. I giudici hanno concluso che si trattava di un caso con esito positivo: la cliente ha mostrato dei miglioramenti già nella fase iniziale della terapia, ha riferito un’esperienza terapeutica positiva e ha mantenuto il livello di miglioramento alla fine del follow-up.

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo –    ‘Penelope’
Enrico Benelli, Francesco Scottà, Serena Barreca, Arianna Palmieri, Vincenzo Calvo, Guido de Rénoche, Stefano Colussi, Marco Sambin & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V7I1P19

Astratto
Questo studio è il secondo di una serie di tre, e rappresenta la replicazione italiana sistematica di precedenti risultati osservati nel Regno Unito (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013) sull’efficacia del trattamento analitico–transazionale, recentemente manualizzato, della depressione su clienti britannici, utilizzando il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). Vengono descritte le varie fasi dell’HSCED come metodo di ricerca sistematico su un caso di studio, ovvero come metodo quasi-giudiziale volto a vagliare le prove del caso su cui i ricercatori costruiscono argomentazioni opposte in merito a fonti di prova multiple di natura qualitativa e quantitativa e i giudici esprimono un parere a favore o contro dette proposte per concludere se il cliente ha mostrato durante la terapia cambiamenti sostanziali e se l’esito è attribuibile alla terapia stessa. In questo caso il terapeuta era un uomo bianco italiano al terzo anno di formazione in psicoterapia, mentre la cliente, Penelope, era una donna bianca italiana di 45 anni affetta da lieve depressione e ansia. I giudici hanno concluso che si trattava di un caso con esito misto: la cliente ha migliorato alcuni aspetti delle problematiche riportate ma non ha raggiunto una remissione totale e stabile. È interessante notare che questo caso presenta una minima correlazione tra gli indici di ansia e depressione misurati empiricamente e con l’intervento di un proxy e le risposte a questionari autosomministrati, sollevando la questione della validità dei resoconti personali con specifiche tipologie di clienti.

Trattamento della depressione con AT: Disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo – ‘Luisa’
Enrico Benelli, Desiree Boschetti, Cristina Piccirillo, Laura Quagliotti, Vincenzo Calvo, Arianna Palmieri, Marco Sambin & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V7I1P35

Astratto
Questo studio è il terzo di una serie di tre, e rappresenta la replicazione italiana sistematica di precedenti risultati osservati nel Regno Unito (Widdowson 2012a, 2012b, 2012c, 2013) sull’efficacia del trattamento analitico-transazionale, recentemente manualizzato, della depressione su clienti britannici, utilizzando il disegno ermeneutico di efficacia sul caso singolo (HSCED). Vengono descritte le varie fasi dell’HSCED come metodo di ricerca sistematico su un caso di studio, ovvero come metodo quasi-giudiziale volto a vagliare le prove del caso su cui i ricercatori costruiscono argomentazioni opposte in merito a fonti di prova multiple di natura qualitativa e quantitativa e i giudici esprimono un parere a favore o contro dette proposte per concludere se il cliente ha mostrato durante la terapia cambiamenti sostanziali e se l’esito è attribuibile alla terapia stessa. Il terapeuta in questo caso era una donna bianca italiana con dieci anni di esperienza clinica mentre la cliente, Luisa, era una donna bianca italiana di 65 anni che aveva partecipato a sedici sedute di AT.  Luisa soddisfaceva i criteri del DSM-5 per grave disturbo dell’adattamento, accompagnato a sintomi di moderata depressione, ansia e umore depresso misti, per i quali assumeva farmaci e rimedi omeopatici da oltre un anno.  I giudici hanno concluso che si trattava di un caso con esito positivo: la cliente ha mostrato dei miglioramenti durante la terapia, ha riferito un’esperienza terapeutica positiva e ha mantenuto il livello di miglioramento alla fine del follow-up.

IJTAR Volume 6 Numero 2 luglio 2015

Ricerca sui risultati professionali per psicoterapeuti formati presso un centro di psicoterapia e analisi transazionale in Italia
Ugo De Ambrogio e Carla Dessi
https://doi.org/10.29044/V6I2P3

Astratto
Gli autori hanno sviluppato un questionario ed analizzato i risultati professionali di 98 ex studenti che hanno completato la formazione in psicoterapia analitico-transazionale, riconosciuta dal MIUR, nel corso degli ultimi 15 anni, presso il Centro di psicologia e analisi transazionale di Milano. I risultati statistici sono stati discussi con altri colleghi; i fattori analizzati includevano anche la modalità con la quale gli studenti si muovevano nel mondo del lavoro e i risultati positivi nonché gli elementi di criticità nell’applicazione dell’analisi transazionale in psicoterapia. Fatti della vita professionale sono emersi in termini d’identità riconoscibile, attenzione all’etica e soddisfazione nell’applicare gli strumenti appresi. Sono stati altresì identificati: flessibilità nell’accogliere gli stimoli e far fronte alle sfide della pratica professionale, nonché desiderio di condivisione con i colleghi e scambio di modelli teorici diversi.

IJTAR Volume 6 Numero 2 luglio 2015

Due progetti di ricerca empirica sull’impatto dell’insegnamento del concetto di driver a bambini in età prescolare in Italia
Cesare Fregola
https://doi.org/10.29044/V6I2P19

Astratto
Studenti-docenti di quarto anno del corso di laurea dell’Università Roma Tre sono stati oggetto di supervisione durante lo svolgimento di una ricerca empirica volta ad introdurre alcuni concetti dell’analisi transazionale a bambini in età prescolare con lo scopo di sviluppare in essi efficacia ed autonomia e dimostrare, nel contempo, che l’insegnamento dei driver (Kahler 1975) ai bambini conduce al progressivo sviluppo delle loro capacità meta cognitive e della consapevolezza di sé necessarie a compiere le decisioni inerenti le scelte comportamentali. Sono state riconosciute le limitazioni date dai gruppi-campione limitati come pure il fatto che la supervisione proveniva da autori il cui lavoro precedente aveva fornito la base dei questionari sviluppati e utilizzati dagli studenti.

IJTAR Volume 6 Numero 2 luglio 2015

Esplorazione approfondita dell’esperienza e generazione di senso di psicoterapeuti analitico-transazionali che lavorano con clienti affetti da dipendenza da Internet
Matthew Shorrock
https://doi.org/10.29044/V6I2P31

Astratto
Quattro psicoterapeuti analitico-transazionali accreditati a livello internazionale hanno completato interviste individuali semi-strutturate al fine di esplorare le loro esperienze e la loro capacità di generazione di senso in relazione alla dipendenza da Internet (IA). L’analisi fenomenologica interpretativa ha prodotto quattro concetti di ordine superiore: la complessità dell’IA; i fattori eziologici e predisponenti; le funzioni e le caratteristiche dell’ IA; i fattori di trattamento. Vengono presentate le implicazioni pratiche e teoretiche per la ricerca futura, la supervisione clinica, il trattamento, i programmi psico-educativi e politici. Tra i fattori chiave emersi dalla ricerca, Internet veniva percepito dai partecipanti come il mezzo che conduceva alla dipendenza sulla scorta dell’elevata prevalenza di un disturbo soggiacente. Inoltre, è emerso che i partecipanti credevano nell’esistenza di radici eziologiche legate all’infanzia alla base della comorbidità legata alla dipendenza da Internet; le difficoltà d’attaccamento in età infantile spesso predispongono l’individuo a sviluppare problematiche correlate alla solitudine, alla scarsa autostima, al controllo, alla perdita, all’instabilità e alla dissonanza cognitiva più tardi nel corso dell’esistenza e ad altri fattori concomitanti come la relazione tra depressione, scarsa autostima e fuga dalla realtà. Pertanto, i professionisti beneficerebbero di un training specifico sulle difficoltà di attaccamento infantile, che integri un approccio psicodinamico, mentre la consapevolezza dei processi di transfert potrebbe aumentare l’efficacia del trattamento e aiutare a salvaguardare sia il cliente sia il terapeuta da interventi contro terapeutici.  
Nota del redattore: Questo lavoro presenta una sinossi di una tesi presentata nell’ambito di un Dottorato Professionale in Counselling Psychology; dopo la pubblicazione del presente lavoro, la tesi completa, in inglese, è stata resa disponibile sul sito web associato a questa rivista: www.TAresearch.org

IJTAR Volume 6 Numero 1° gennaio 2015

Progetto di ricerca-azione volto alla coscientizzazione sociale di donne partecipanti a sedute di psicoterapia analitico-transazionale di gruppo in Brasile
Jane Maria Pancinha Costa
https://doi.org/10.29044/V6I1P3

Astratto
Basandosi sul materiale di Gramsci (1978, 1982) sull’egemonia, di Freire (1979a, 1979b) sul contatto cooperativo, e di Steiner (1975) sulla psichiatria radicale, la ricercatrice e psicoterapeuta, ha utilizzato la metodologia della ricerca-azione, su 12 donne che partecipavano a due gruppi settimanali di psicoterapia in Brasile al fine di suscitare in loro la consapevolezza sociale relativa all’oppressione della donna di matrice culturale, soprattutto nel mondo del lavoro; attuare nei gruppi l’analisi del copione di vita come intervento terapeutico; e facilitare il riconoscimento da parte delle donne dei benefici del contatto cooperativo nel momento in cui avrebbero cercato di liberarsi dall’oppressione. Sono state condotte interviste individuali strutturate i cui dati sono stati discussi nell’ambito dei gruppi, giungendo allo sviluppo di un modello che contiene 6 livelli di consapevolezza dell’oppressione. Sono stati forniti esempi di oppressione così come erano stati identificati dalle donne, e solo il 17% sono direttamente correlati a discriminazione sessuale sul lavoro.  Sebbene la ricerca sia stata condotta molti anni fa (1987-1989), si evidenzia il fatto che i problemi non sono stati ancora risolti e che la metodologia di ricerca in oggetto può essere applicata con successo altrove.

IJTAR Volume 6 Numero 1° gennaio 2015

Integrazione dello psicodramma e dei metodi analitico-transazionali nel lavoro psicoeducativo su bambini in età scolare in Russia
Marina Solomonovna Sokovnina e Viktor Nikolayevich Aleshin
https://doi.org/10.29044/V6I1P15

Astratto
Raffrontando i concetti e i metodi dello psicodramma e dell’analisi transazionale, gli autori identificano similitudini e presentano le loro esperienze basate sulla combinazione di questi due approcci nello svolgimento di seminari nell’ambito del sistema scolastico russo rivolti ad alunni di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Gli autori spiegano la logica che sottende il loro lavoro, dettagliano i contenuti del training e forniscono un esempio del lavoro degli alunni sotto forma di accordo di cooperazione tra alunni e insegnanti. Forniscono altresì un’analisi delle emozioni riportate durante le lezioni in 78 alunni rispetto ai 38 del gruppo di controllo, mostrando un incremento delle emozioni positive e un decremento delle emozioni negative in coloro che avevano partecipato alle lezioni basate sullo psicodramma e sull’analisi transazionale. Gli autori concludono che in Russia il metodo del gioco di ruolo si è rivelato più efficace dei metodi educativi tradizionali per lo sviluppo dell’autonomia, della motivazione e del coinvolgimento degli alunni.

IJTAR Volume 6 Numero 1° gennaio 2015

Indagine sui fattori che influenzano le esperienze percepite e gli esiti ottenuti in studenti  in Psicoterapia Analitico-Transazionale nel Regno Unito e negli USA
Cathy McQuaid
https://doi.org/10.29044/V6I1P28

Astratto
L’Analisi Fenomenologica Interpretativa (IPA) (Smith, 1995) è stata applicata ai dati di 21 partecipanti su 50 che avevano condiviso le proprie esperienze di formazione durante interviste semistrutturate. I soggetti sono stati selezionati tra formandi e formatori negli USA e nel Regno Unito al fine di includere ‘generazioni’ a partire da quelli che erano stati formati dal padre dell’analisi transazionale, il Dr. Eric Berne fino agli psicoterapeuti analitico-transazionali recentemente abilitati, includendo anche coloro che avevano interrotto la formazione prima dell’abilitazione.

I risultati suggeriscono che la formazione in psicoterapia AT viene percepita da alcuni come un’esperienza trasformante, migliorativa della vita e riparatrice che culmina in una carriera soddisfacente e gratificante, mentre da altri viene percepita come un’esperienza vessatoria e punitiva che sfocia nel disincanto, nella delusione e nell’insoddisfazione. I fattori che contribuiscono maggiormente a tali esiti sono stati i sistemi delle credenze personali dei formandi, le motivazioni ad intraprendere la formazione e le relazioni con il formatore, i propri pari e la professione in genere.

L’analisi dei temi ha suggerito che le ansie manifestate dai partecipanti riguardavano soprattutto la mancanza di informazioni, le incoerenze didattico-formative tra istituzioni diverse, le ragioni per cui un formando intraprendeva la formazione e le ragioni del formatore nell’accettarlo/la in formazione nonché il notevole dispendio di tempo e risorse necessari per soddisfare i requisiti della formazione. Il lavoro include raccomandazioni volte a rendere l’esperienza formativa tale da sostenere i principi filosofici fondamentali e i valori dell’AT, nonché promuovere, sviluppare e potenziare la formazione in psicoterapia analitico-transazionale.

IJTAR Volume 6 Numero 1° gennaio 2015

Studio pilota volto ad indagare ed analizzare le componenti di copione di soggetti ospedalizzati in Ucraina con diagnosi di sotto-tipo di schizofrenia paranoide
Ganna Golovan
https://doi.org/10.29044/V6I1P54

Astratto
Sulla scorta dei dati dell’Organizzazione Mondiale per la Salute  (2014a) che identificano una carenza di interventi psicosociali a favore di circa  24 milioni di persone nel mondo affette da schizofrenia, e di una corrispondente scarsità di letteratura analitico-transazionale di riferimento, è stato condotto uno studio pilota su  27 partecipanti in Ucraina, in regime ospedaliero e con diagnosi da sotto-tipo di schizofrenia paranoide.  Sono stati somministrati quattro questionari in russo: il Questionario sugli Stati dell’Io (Hay, 1996), il “Driver Questionnaire” (Cox, 2001), il “Critical Points of Development Questionnaire” (Gusakovski, 2000 basato su Bradshaw, 1991) e il “Brief Script Questionnaire” (Stewart, 1999), l’ultimo accompagnato da un’intervista clinica durante la quale sono state fatte diagnosi di ulteriori elementi di AT. Si notano limiti in termini di non-validazione dei questionari e validità statistica ma lo studio viene presentato e vengono pubblicate copie dei questionari in inglese con il consenso degli autori, al fine di incoraggiare ulteriori ricerche in quest’ambito piuttosto trascurato.

IJTAR Volume 6 Numero 1° gennaio 2015

L’utilizzo dell’AT per ridurre lo stress e il burnout dell’insegnante in scuole secondarie in aree ad alto rischio del Sudafrica
Sharon Mary Johnson
https://doi.org/10.29044/V6I1P70

Astratto
Nell’ambito di numerosi articoli frutto di una ricerca dottorale, questo lavoro si concentra sui risultati dell’utilizzo dell’AT come parte di un triplice approccio volto a ridurre lo stress e il burnout nei docenti delle scuole secondarie delle aree ad alto rischio di criminalità di Cape Flats, Western Cape, Sudafrica. Gli altri metodi utilizzati sono stati  il “Trauma Release Exercise” (TRE) e la Psicologia Transpersonale (TP), articoli correlati a tali metodi e ad elementi di analisi statistica quantitativa sono in corso di disseminazione.

L’intervento si è svolto su cadenza settimanale per 10 settimane con una durata di un’ora e mezza (15 ore totali)  ed ha coinvolto 43 docenti di tre scuole diverse presso i rispettivi istituti nell’ambito di un programma di sviluppo del personale, con un gruppo di controllo di 20 insegnanti presso una quarta scuola. Vengono presentate un’analisi di codificazione del questionario sull’intervento di AT dal punto di vista qualitativo e un’analisi tematica su focus group post-intervento relativa allo studio con metodologie miste. L’analisi di codificazione si è concentrata sugli strumenti intra e inter-individuali che hanno avuto un impatto sui docenti, e si è osservato che l’AT generava autoconsapevolezza, capacità di auto-aiuto e una maggiore connessione nell’ambito del gruppo. L’analisi tematica ha consentito di approfondire le risposte di natura fisica, emotiva e cognitiva allo stress e al burnout a livello individuale, interpersonale e organizzativo ed ha rivelato nuove prospettive sulle capacità di “tenere la classe”, ovvero una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei docenti rispetto alle regole di disciplina da imporre in classe.

Lo studio ha consentito di approfondire il benessere e le capacità di coping di educatori che riescono a sopravvivere in contesti altamente problematici; esso propone, pertanto, di incorporare e forse combinare il TRE, la TP e l’AT con approccio di tipo integrativo ed eclettico al fine di trattare situazioni di stress complesse e ridurre il burnout in contesti traumatici.

IJTAR Volume 5 Numero 2 Luglio 2014

Coaching sistemico con approccio analitico-transazionale: studio delle condizioni reali, delle conseguenze e degli effetti sulla cultura organizzativa 
Günther Mohr
https://doi.org/10.29044/V5I2P3

Astratto
Il lavoro descrive il contenuto e il processo di un programma di coaching aziendale individuale all’interno di un gruppo che si è svolto per anni in Germania e che utilizza vari concetti inclusa l’analisi transazionale classica, sistemica e sistemico-organizzativa nonché tre studi di ricerca effettuati in sequenza su come veniva percepita dai singoli e dalle rispettive organizzazioni l’utilità del programma di coaching, sulle correlazioni tra la partecipazione al programma e sull’avanzamento professionale all’interno dell’azienda nonché sui fattori di efficacia del programma individuati dai partecipanti.

Lo studio iniziale basato sull’indagine ha identificato come fattore primario la misura in cui i partecipanti sono stati in grado di affrontare la questione o il problema personale più importante che essi stessi avevano identificato. Il secondo studio ha applicato la QCA (Qualitative Comparative Analysis) (Ragin 1987, 2000, 2008) mostrando una correlazione tra le variabili autonome di partecipazione al gruppo e la variabile interdipendente di “empowerment aggiuntivo” da parte dell’azienda. Il terzo studio  ha utilizzato l’analisi della frequenza e valenza delle risposte ad un questionario compilato da 38 manager volto ad identificare gli elementi chiave che, secondo loro, avevano contribuito all’efficacia del programma di coaching.

L’autore conclude affermando che tali programmi sono efficaci ma complessi e pertanto esigono che il coach possegga competenze manageriali, di leadership, pedagogiche e psicologiche e che le stesse siano applicate all’interno di una cultura di apprendimento di tipo organizzativo.

IJTAR Volume 5 Numero 2 Luglio 2014

Indagine sul bisogno di sostegno dei partner di donne alcoliste in Svizzera© 
Bea Schild
https://doi.org/10.29044/V5I2P17

Astratto
Questo studio di tipo esploratorio presenta un’analisi di interviste narrative condotte in Svizzera nel 2009 su tre soggetti allo scopo di esplorare il bisogno di sostegno da parte dei partner di donne alcoliste.  Concetti diversi di stili di coping sono stati introdotti ed interpretati alla luce dell’analisi transazionale e di altri concetti. Il contenuto delle interviste è stato categorizzato secondo un’analisi strutturante e tipizzante. I risultati indicano che il maggior bisogno di sostegno si collega a questioni inerenti il rapporto di coppia e l’essere genitori, l’immagine della dipendenza in seno alla società e le questioni di natura finanziaria ed amministrativa, quindi diverse dai fattori di stress identificati da altri ricercatori sulle partner di uomini alcolisti nonché dai bisogni di sostegno segnalati dai familiari di malati psichici.

IJTAR Volume 5 Numero 2 Luglio 2014

Sfide allo sviluppo della valutazione routinaria degli esiti in setting e culture diverse: un’indagine naturalistica in Spagna e Regno Unito
Biljana van Rijn, Ciara Wild, Adina Dumitru
https://doi.org/10.29044/V5I2P28

Astratto
Una valutazione naturalistica degli esiti routinari della psicoterapia sotto il profilo di vari orientamenti teorici inclusa l’analisi transazionale, è stata effettuata da 113 terapeuti sui percorsi terapeutici conclusi di 263 clienti nell’ambito di un’istituzione accademica del Regno Unito e da 10 terapeuti sui vari stadi della terapia con 26 clienti presso tre strutture private in Spagna utilizzando strumenti di valutazione standardizzati per misurare la depressione, l’ansia, lo stress generalizzato e l’alleanza terapeutica. Gli esiti in entrambi i Paesi hanno dimostrato benefici clinici ma hanno anche riscontrato che tale metodologia di valutazione è applicabile più facilmente all’interno di un istituto di formazione rispetto ad una struttura privata; inoltre la metodologia è apparsa maggiormente adatta al contesto professionale valutativo del Regno Unito. Si è valutata anche l’opportunità di introdurre tale ricerca in futuro.

IJTAR Volume 5 Numero 2 Luglio 2014

Esiti qualitativi e quantitativi della psicoterapia analitico-transazionale sui reduci delle forze armate britanniche affetti da disturbo da stress post-traumatico
David Harford e Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V5I2P35

Astratto

Questo lavoro presenta i risultati di un progetto di ricerca durato due anni presso un centro diaccoglienza britannico dove sono stati valutati gli esiti clinici della psicoterapia analitico-transazionale su 15 soggetti maschi, nella fattispecie reduci delle forze armate affetti da grave disturbo da stress post-traumatico (PTSD) in comorbidità con altre patologie.

Sono stati misurati gli esiti del trattamento analitico-transazionale (AT) di breve durata (24 sedute) e di lunga durata (52 sedute) con l’ausilio del CORE-OM (Evans, Mellor-Clark, Margison, Barkham, McGrath, Connell & Audin, 2000), PHQ-9 (Kroenke, Spitzer & Williams, 2001) e del GAD-7 (Spitzer, Kroenke, Williams & Löwe, 2006) sotto il profilo quantitativo nonché con l’ausilio dell’Intervista sul cambiamento terapeutico sotto il profilo qualitativo (Elliott, Slatick, & Urman, 2001, cfr. citazione in Frommer & Rennie, 2001). I risultati quantitativi mostrano che il cambiamento affidabile e positivo sullo stato di stress generale, la depressione e l’ansia si è verificato in entrambi i gruppi sottoposti a terapia breve o prolungata e che taluni clienti hanno manifestato un cambiamento clinicamente significativo di tali parametri. I risultati qualitativi dell’analisi tematica (Braun & Clarke, 2006) indicano che un ampio spettro di fattori dipendenti sia dal terapeuta sia dal processo psicoterapeutico analitico-transazionale si sono dimostrati benefici per questo particolare gruppo di clienti. Il lavoro prende in esame anche l’influenza negativa di alcuni fattori psicosociali sul benessere dei reduci sulla base di dati numerici e delle risposte alle interviste. Nell’insieme, questi risultati suggeriscono che la psicoterapia analitico-transazionale può essere efficace nel trattamento del PTSD tra i reduci di guerra.

IJTAR Volume 5 Numero 2 Luglio 2014

Psicoterapia analitico-transazionale nel trattamento di un caso d’ansia mista a depressione: caso di studio secondo il metodo aggiudicativo – ‘Alastair’
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V5I2P66

Astratto
Utilizzando un originale metodo di valutazione di casi che coinvolgeva un panel di valutazione composto da oltre 80 psicologi italiani e includeva anche una valutazione da parte di un soggetto esterno, l’autore ha svolto un’indagine sull’efficacia della psicoterapia analitico-transazionale su un soggetto di 39 anni, maschio, bianco, di nazionalità britannica affetto d’ansia mista a depressione  che ha partecipato a 14 sedute settimanali.  Sono stati utilizzati il CORE-OM (Evans, Mellor-Clark, Margison, Barkham, Audin, Connell e McGrath, 2000), il PHQ-9 (Kroenke, Spitzer & Williams, 2001), il GAD-7) Spitzer, Kroenke, Williams & Löwe, 2006, la Scala di Hamilton per la Depressione (Hamilton, 1980) sia per lo screening sia per la misurazione degli esiti, oltre alla Session Rating Scale (SRS v.3.0) (Duncan, Miller, Sparks, Claud, Reynolds, Brown e Johnson, 2003) e la “Comparative Psychotherapy Process Scale” (CPPS) (Hilsenroth, Blagys, Ackerman, Bonge e Blais, 2005), nell’ambito del metodo di ricerca aggiudicativo del caso di studio. La conclusione del panel di esperti e del giudice indipendente è stata unime ovvero che il caso ha avuto esito positivo e che i cambiamenti osservati nel cliente erano l’effetto diretto della terapia. Precedenti casi di studio e ricerche hanno dimostrato che l’AT è efficace nel trattamento della depressione e il caso in oggetto fornisce prove fondanti sull’efficacia dell’AT nel trattamento della depressione in comorbidità con gli stati d’ansia.

IJTAR Volume 5 Numero 1  Gennaio 2014

Analisi tematica delle preferenze dei giovani che utilizzano un  supporto online per discutere ideazioni suicidarie – UK
Sally Evans
https://doi.org/10.29044/V5I1P3

Astratto
È stato chiesto a un campione di giovani di età compresa principalmente tra i 15 e i 17 anni che utilizzano counselling online, siti web di supporto e consulenza di motivare cosa li spingesse a preferire lo strumento online invece del colloquio in presenza per discutere le loro ideazioni
suicidarie. L’analisi ematica dei risultati (n = 24) ha prodotto il tema comune dell’ “anonimato” con sottotemi inerenti la “sicurezza e la libertà”, la
“riservatezza e il controllo”. Si pone il problema di salvaguardare dei giovani in condizione di disagio che hanno scelto di rimanere anonimi.

IJTAR Volume 5 Numero 1  Gennaio 2014

Un’analisi degli stili professionali in professioni diverse in Russia
Dmitry  Kasyanov
https://doi.org/10.29044/V5I1P9

Astratto
È stato chiesto a  un campione di comodo costituito da 861 soggetti (451 donne e 410 uomini)  impiegati in varie organizzazioni russe di tradurre il Questionario sugli Stili  Lavorativi (Hay 1992). I risultati hanno mostrato differenze statisticamente  significative nelle preferenze di stile lavorativo tra le diverse professioni e  hanno consentito di creare delle tabelle normative sulla scorta del campione  intervistato.  Vengono presentati  i pattern mediamente riconoscibili nelle 15 professioni esaminate incluse quelle  del settore dell’ingegneria, dell’informatica, delle pubbliche relazioni, dei  servizi di segreteria e contabilità, del settore economico e delle risorse  umane. Osserviamo una prevalenza dello stile “Sii perfetto” in ciascun pattern  lavorativo, seguito da “Cerca di piacere” and “Sbrigati” che è meno evidente  nella maggior parte dei profili.

IJTAR Volume 5 Numero 1  Gennaio 2014

Applicazione della terapia ridecisionale in seminari di  Executive Coaching: Parte 1 – il Seminario 
Mil Rosseau, Rik Rosseau & Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V5I1P15

Astratto
Primo di una serie di tre, questo lavoro descrive come  l’approccio ridecisionale (Goulding & Goulding 1979) viene applicato da anni
nei seminari di executive coaching a livello internazionale. Viene affrontata la potenziale controversia circa l’utilizzo di un approccio terapeutico in un
contesto aziendale, vengono descritti i profili dei partecipanti e le caratteristiche di leadership, viene considerato l’impatto dell’ambiente di  gruppo e vengono spiegati i nessi tra il lavoro sui  ‘problemi’  e le quattro fasi di sviluppo del gruppo secondo Berne (1961). Le fasi di lavoro  sono correlate a quelle descritte da Goulding & Goulding (1979) e arricchite  da materiale di McNeel (1999-2000) e Allen & Allen (2002). Questo lavoro  descrive gli interventi valutati sotto il profilo qualitativo da Widdowson &  Rosseau (2014) e quelli che saranno in seguito valutati sotto il profile quantitativo in futuro.

IJTAR Volume 5 Numero 1  Gennaio 2014

Applicazione  della terapia ridecisionale in seminari di Executive Coaching:  Parte 2 – Esplorazione sotto il profilo qualitativo dei cambiamenti osservati  nei partecipanti
Mark Widdowson & Mil Rosseau
https://doi.org/10.29044/V5I1P19

Astratto
Secondo di una serie di  tre, questo lavoro si propone di esplorare come l’executive coaching, in quanto strategia di formazione e sviluppo a livello aziendale, possa basarsi  sulla teorie e sui metodi dell’analisi transazionale. Dodici partecipanti che  avevano frequentato il seminario di coaching basato sulla terapia della  ridecisione di Goulding & Goulding’s (1979) hanno riempito un questionario di follow-up sul cambiamento adattato dal primo dei due autori su materiale di Elliott et al (2001). Le risposte sono state analizzate per mezzo dell’analisi tematica (Braun & Clarke 2006). I partecipanti hanno riferito un’ampia gamma di esperienze di crescita personale, un cambiamento positivo a livello interpersonale e un potenziamento delle competenze aziendali, manageriali e di  leadership grazie alla partecipazione ai seminari. Vengono altresì descritti alcuni limiti tra cui il possibile impatto di elementi transferenziali legati al  voler piacere al facilitatore del workshop. I risultati dell’analisi tematica suggeriscono che tale approccio può offrire un terreno di lavoro efficace peri seminari di executive coaching.

IJTAR Volume 4 Numero 2 Luglio 2013

Trattamento della depressione con AT – Un  caso di studio sull’efficacia ermeneutica della singola terapia – ‘Linda’ – un  caso ad esito misto
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V4I2P3

Astratto
Il modello di ricerca di tipo esploratorio chiamato “Hermeneutic Single-Case Efficacy Design (HSCED)” è  volto allo studio delle single terapie e include il controllo incrociato di dati metodologici multipli allo scopo di generare sia argomentazioni plausibili per  spiegare come il cliente sia cambiato grazie alla terapia sia spiegazioni alternative. Il presente studio rappresenta il quarto articolo di una serie di casi che hanno esplorato il processo e l’esito del  trattamento con psicoterapia analitico-transazionale utilizzando l’ ”Hermeneutic Single-Case Efficacy Design” (Elliott 2002). La cliente, Linda, era una donna bianca di 45 anni, di nazionalità britannica, affetta da depressione lieve che aveva partecipato a nove sedute psicoterapeutiche. I ricercatori giudicanti hanno concluso  che si trattava di un caso ad esito misto:  sebbene la cliente fosse migliorata durante la terapia e avesse manifestato un atteggiamento positivo nei confronti delle stessa esperienza psicoterapeutica tuttavia il miglioramento è venuto meno quando la cliente si è trovata a fronteggiare situazioni di stress in fase di follow-up. Linda ha fornito una descrizione dettagliata e personale degli  aspetti della terapia da lei giudicati più efficaci e utili. Un raffronto incrociato con altri casi della stessa serie suggerisce aspetti interessanti meritevoli di ulteriore ricerca. Nello specifico, l’utilizzo di un quadro teorico condiviso e di una relazione terapeutica paritaria si sono rivelati utili. Come in altri casi della serie, la cliente ha riscontrato cambiamenti positivi nelle proprie relazioni interpersonali e ciò suggerisce che tale esito del trattamento psicoterapeutico analitico-transazionale è base sufficiente per condurre ulteriori ricerche.

IJTAR Volume 4 Numero 2 Luglio 2013

Trattamento dell’emetofobia con AT – Un caso  di studio sistematico – ‘Peter’
Colin Kerr
https://doi.org/10.29044/V4I2P16

Astratto
Il presente studio illustra  l’applicazione di alcuni elementi dell’”Hermeneutic Single Case Efficacy Design” (HSCED) (Elliott 2002) applicati ad un intervento con terapia  analitico-transazionale svoltosi in 39 sedute condotte su uno studente bianco di  19 anni affetto da emetofobia nel Regno Unito. L’autore, che ha seguito il caso  anche in veste di ricercatore, prende in esame la letteratura sulle caratteristiche cliniche dell’emetofobia, la contrappone ad altre forme di fobia e analizza precedenti ricerche, ivi compresi alcuni approcci al trattamento  delle fobie in generale basati sull’AT. Descrive brevemente la metodologia dell’HSCED; una volta ottenuti i parametri dell’esito quantitativo questi  vengono analizzati utilizzando il test GAD-7 (Spritzer et al 2006) e SPQ  (Elliott et al 1999), mentre i parametri qualitativi vengono ottenuti attraverso una ricca casistica, registrazioni/trascrizioni delle sedute e un’intervista di follow-up a 4 mesi. Oltre ai criteri dell’HSCED sono stati utilizzati anche i 56  criteri di Bohart at al (2011) per la decisione in merito all’esito del trattamento. L’esito ha dimostrato cambiamenti significativi nel cliente e tali  cambiamenti sono stati attribuiti alla terapia.

IJTAR Volume 4 Numero 2 Luglio 2013

Valutazione preliminare degli esiti della  psicoterapia analitico-transazionale sui veterani delle forze armate affetti da  disturbo da stress  post-traumatico
David Harford
https://doi.org/10.29044/V4I2P27

Astratto
Questo breve lavoro presenta alcuni risultati iniziali di un progetto pilota condotto nell’ambito di un’organizzazione di beneficenza nel Regno Unito, volto ad esaminare gli esiti clinici su una coorte di soggetti, nella fattispecie veterani delle forze armate  affetti da disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Gli esiti sono stati misurati con l’ausilio del CORE-OM (Evans et al 2000), PHQ-9 (Kroenke et al 2001) e del GAD-7 (Spitzer et al 2006). Alcuni risultati preliminari mostrano il verificarsi di un cambiamento affidabile e clinicamente significativo sullo stato d’ansia e di stress globale nell’arco di una terapia in 16 sedute. Questi risultati suggeriscono come la psicoterapia analitico-transazionale si sia rivelata una terapia promettente per il trattamento dello PTSD in questo gruppo di clienti e costituiscono pertanto base sufficiente per condurre ulteriori  ricerche.

IJTAR Volume 4 Numero 2 Luglio 2013

Analisi degli stili professionali dominanti in professioni diverse in Macedonia 
© 2013 Marina Pavlovska
https://doi.org/10.29044/V4I2P30

Astratto
Il Questionario sugli Stili Lavorativi (Hay 1992) è stato somministrato a un campione di comodo costituito  da 90 soggetti impiegati in qualità di economisti, consulenti legali o informatici presso tre società di Skopje, Macedonia. I risultati hanno mostrato differenze statisticamente significative nelle preferenze di stile lavorativo tra le diverse professioni.  Queste differenze sono state discusse in relazione alla Nomenclatura delle Professioni della Macedonia (Ufficio Statale di Statistica 2011) e sono state brevemente esaminate le implicazioni relative alla gestione delle risorse umane.  Sono stati identificati dei limiti in relazione alla dimensione e ubicazione specifica dei soggetti a campione. In conclusione, è stata accettata l’ipotesi che esistano differenze tra stili professionali dominanti. È stata altresì inclusa una spiegazione a chiarimento della distinzione tra drivers (Kahler& Capers 1974, Kahler 1975, 2008) e stili professionali (Hay & Williams 1989, Hay 1993,  2009).

IJTAR Volume 4 Numero 1 Gennaio 2013

Il numero conteneva i lavori della Conferenza EATA di Ricerca in AT.

IJTAR Volume 3 Numero 2 Luglio 2012

Trattamento della depressione tramite AT – Uno studio esploratorio ermeneutico sull’efficacia della singola terapia – ‘Il caso di Denise’
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V3I2P3

Astratto
Il modello di ricerca di tipo esploratorio chiamato “Hermeneutic Single-Case Efficacy Design (HSCED)” è volto allo studio delle single terapie e include il controllo incrociato di dati metodologici multipli allo scopo di generare sia argomentazioni plausibili per spiegare come il cliente sia cambiato grazie alla terapia  sia spiegazioni alternative. Il presente studio utilizza l’HSCED per esplorare l’esito del trattamento con psicoterapia analitico – transazionale di breve durata su una donna affetta da grave depressione. L’obiettivo della ricerca è quello di studiare l’efficacia della psicoterapia analitico – transazionale di breve durata nel trattamento della depressione nonché esplorare ed identificare aspetti chiave del processo terapico analitico – transazionale e dei fattori ad esso associati in grado di promuovere il cambiamento nell’ambito di terapie reali. Al fine di garantire la rigorosità della ricerca e la fedeltà del ricercatore ai dati della stessa, il caso è stato giudicato da ricercatori psicoterapeuti indipendenti che hanno prodotto il loro giudizio in merito ai risultati. I ricercatori “giudicanti” hanno concluso che la cliente è cambiata notevolmente e che tali cambiamenti sono sostanzialmente dovuti agli effetti della terapia. L’approccio dell’ HSCED è stato reso ancora più rigoroso in questo secondo caso di studio attraverso l’utilizzo di una classificazione del cambiamento più rigida, uno score di cambiamento più affidabile, uno standard di veridicità più elevato, il lavoro di due team di lavoro preposti alla definizione dei casi affermativi e  dei casi oggetto di scetticismo nonché l’aggiunta di un terzo giudice.

IJTAR Volume 3 Numero 2 Luglio 2012

Trattamento della depressione tramite AT – Uno studio esploratorio ermeneutico sull’efficacia della singola terapia – ‘Il caso di Tom’
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V3I2P15

Astratto
Il modello di ricerca di tipo esploratorio chiamato “Hermeneutic Single-Case Efficacy Design (HSCED)” è volto allo studio delle single terapie e include il controllo incrociato di dati metodologici multipli allo scopo di generare sia argomentazioni plausibili per spiegare come il cliente sia cambiato grazie alla terapia  sia spiegazioni alternative. Il presente studio utilizza l’HSCED per esplorare l’esito del trattamento con psicoterapia analitico – transazionale di breve durata su un uomo affetto da lieve depressione e disordine ansioso comorbido (ansia sociale). L’obiettivo della ricerca è quello di studiare l’efficacia della psicoterapia analitico – transazionale di breve durata nel trattamento della depressione nonché esplorare ed identificare aspetti chiave del processo terapico analitico – transazionale e dei fattori ad esso associati in grado di promuovere il cambiamento nell’ambito di terapie reali.  Al fine di garantire la rigorosità della ricerca e la fedeltà del ricercatore ai dati della stessa, il caso è stato giudicato da ricercatori psicoterapeuti indipendenti che hanno prodotto il loro giudizio in merito ai risultati.  Il giudizio di maggioranza dei due ricercatori che hanno giudicato questo caso è stato positivo in merito al risultato della terapia, ovvero il cliente è cambiato notevolmente e tali cambiamenti sono sostanzialmente dovuti agli effetti della terapia. Il terzo ricercatore lo ha giudicato come un caso ad esito misto ed ha affermato che il cliente è cambiato notevolmente grazie alla terapia.   Questo è il 3° caso di studio e anche in questo caso è l’HSCED è stato reso più rigoroso come già riferito nel documento allegato al 2° caso.  (IJTAR 3:2, 3-14)

IJTAR Volume 3 Numero 2 Luglio 2012

La presenza delle ingiunzioni nelle popolazioni cliniche e non-cliniche 
Danijela Budiša, Vesna Gavrilov-Jerković, Aleksandra Dickov, Nikola Vučković, Sladjana Martinovic Mitrovic
https://doi.org/10.29044/V3I2P28

Astratto
Vari autori appartenenti alla comunità dell’analisi transnazionale hanno postulato come il copione di un individuo si formi in base alle ingiunzioni ricevute e come i soggetti affetti da disturbi mentali possiedano ingiunzioni più numerose e più distruttive mentre i soggetti affetti da patologie depressive o paranoidi possiedono una serie di ingiunzioni diverse laddove “Non Appartenere” è più comune nel soggetto paranoico e “Non Essere Importante” nel soggetto affetto da disturbi depressivi. Questa ricerca è stata condotta allo scopo di verificare queste affermazioni ed ha utilizzato la “Script Injunctions Scale” (Gavrilov-Jerković et al., 2010)  applicata ad un campione per quote di 100 soggetti adulti, identificati come non-clinici attraverso interviste e di altri 100 soggetti adulti, equamente distribuiti in paranoici e depressi, identificati dalla classificazione psichiatrica sulla base dei criteri ICD-10. I risultati forniscono una validazione parzialmente attesa e mostrano differenze statisticamente significative tra il campione clinico e quello non-clinico. Il gruppo clinico ha ottenuto dei punteggi maggiori statisticamente significativi sulle 12 ingiunzioni studiate. I soggetti che manifestavano caratteristiche depressive presentavano sette ingiunzioni più pronunciate Non sentire, Non esistere, Non essere sano, Non essere un bambino, Non, Non pensare, Non essere in intimità.

IJTAR Volume 3 Numero 1 Gennaio 2012

Trattamento della depressione tramite AT – Uno studio esploratorio ermeneutico sull’efficacia della singola terapia – ‘il caso di Peter’
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V3I1P3

Astratto 
Il modello di ricerca di tipo esploratorio chiamato “Hermeneutic Single-Case Efficacy Design (HSCED)” è volto allo studio delle single terapie e include il controllo incrociato di dati metodologici multipli allo scopo di generare sia argomentazioni plausibili per spiegare come il cliente sia cambiato grazie alla terapia  sia spiegazioni alternative. Il presente studio utilizza l’HSCED per esplorare l’esito del trattamento con psicoterapia analitico – transazionale di breve durata su un giovane affetto da grave depressione. L’obiettivo della ricerca è stato quello di studiare l’efficacia della psicoterapia analitico – transazionale di breve durata nel trattamento della depressione nonché esplorare ed identificare aspetti chiave del processo psicoterapico analitico – transazionale e dei fattori ad esso associati in grado di promuovere il cambiamento nell’ambito di terapie reali. Al fine di garantire la rigorosità della ricerca e la fedeltà del ricercatore ai dati della stessa, il caso è stato giudicato da ricercatori psicoterapeuti indipendenti che hanno prodotto il loro giudizio in merito ai risultati. I ricercatori “giudicanti” hanno concluso che il cliente è cambiato notevolmente e che tali cambiamenti sono sostanzialmente dovuti agli effetti della terapia. L’autore fornisce ampio materiale in appendice e incoraggia altri a ripetere la ricerca al fine di aumentare le conoscenze sul processo HSCED.

IJTAR Volume 2 Numero 2 Luglio 2011

L’Impatto sull’autopercezione degli Stati dell’Io di un corso introduttivo di formazione in AT (AT 101)
Traian Bossenmayer
https://doi.org/10.29044/V2I2P44

Astratto
La ricerca esamina gli effetti del corso di formazione in analisi transazionale (AT) 101 sulle auto percezioni delle dinamiche degli stati dell’io, utilizzando il modello degli Stati dell’Io contenuto nell’Adjective Check List (Gough & Heilbrun, 1980)
I soggetti hanno completato i questionari all’inizio e alla fine della formazione e a un mese dalla formazione.
L’unico cambiamento statisticamente significativo è stato il seguente : il Genitore Critico era diminuito dopo la formazione e rimaneva tale anche dopo un mese sebbene non tantissimo. Si è inoltre riscontrata un’importanza significativa del sesso ma non dell’età.

IJTAR Volume 2 Numero 2 Luglio 2011

L’Analisi Transazionale come metodo psicoterapeutico – Uno studio analitico del discorso
Roland Johnsson
https://doi.org/10.29044/V2I2P3

Astratto
Le definizioni operative delle categorizzazioni di McNeel (1975) sono state sviluppate ed applicate dall’autore  e da un valutatore indipendente al fine di completare l’analisi del discorso durante 72 ore di terapia di gruppo analitico-transazionale nello stile di Goulding & Goulding (1976, 1979) condotta tra il 1984 e il 1985. I risultati hanno dimostrato che il terapeuta utilizzava una media del 42% dello spazio del discorso e che la terapia conteneva effettivamente elementi di AT, tra cui le due principali categorie dell’ “Entrare in  contatto” e dei “Contratti”, nonché un uso particolare delle tecniche dell’AT quali “ Parlare alle proiezioni genitoriali”, “ affermare i sentimenti” , “la negoziazione reciproca” e la “specificità/chiarezza”. L’affidabilità dell’accordo tra valutatori era del 46,2% (Araujo&Born 1985), il coefficiente kappa di Cohen mostra uno scarto nell’ accordo da leggero a moderato e l’Odd Ratio (Viera, 2008) è superiore a 1.0 per la maggior parte delle categorie.

IJTAR Volume 2 Numero 2 Luglio 2011

Valutazione del Cliente in AT – Uno studio sull’affidabilità e validità del questionario di copione sviluppato da Ohlsson, Björk e Johnsson 
Roland Johnsson
https://doi.org/10.29044/V2I2P19

Astratto
Un questionario di copione sviluppato da Ohlsson, Johnsson & Björk (1992 ) nonché la checklist ad esso associata è stato utilizzato dall’autore e da due colleghi professionisti per valutare indipendentemente dieci clienti di un gruppo in terapia analitico-transazionale della durata di anno condotto dall’autore stesso. Le valutazioni in base alle risposte scritte all’inizio della terapia sono state confrontate con le valutazioni basate su interviste videoregistrate condotte dall’autore sei anni dopo l’interruzione della terapia. É stata riscontrata un’affidabilità dell’accordo tra i valutatori moderatamente elevata mentre l’affidabilità intravalutativa dei valutatori indipendenti è apparsa bassa; l’accordo era maggiore sulle componenti di copione “ingiunzioni primarie del padre”, “sentimento di ricatto”, “via di fuga”, “spinta del padre” e “spinta della madre”.

IJTAR Volume 2 Numero 2 Luglio 2011

Valutazione degli esiti dell’analisi transazionale e del counselling integrativo nel setting delle cure primarie nel Regno Unito
Biljana van Rijn, Ciara Wild, Patricia Moran
https://doi.org/10.29044/V2I2P34

Astratto
Il lavoro illustra uno studio naturalistico che ha replicato il modello valutativo associato all’iniziativa condotta nel Regno Unito dal National Health Service “IAPT – Improving Access to Psychological Therapies (CSIP 2008, NHS 2011)”, già precedentemente utilizzata per valutare la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC), allo scopo di valutare 12 sedute di trattamento dell’ansia e della depressione applicando l’approccio analitico-transazionale e il Counselling Integrativo all’interno di veri setting clinici di cure primarie.

I parametri degli esiti standard sono stati utilizzati in linea con il modello IAPT (CORE 10 and 34, GAD-7, PHQ-9), integrati dalla misurazione dell’alleanza terapeutica (WAI Horvath 1986) e dall’inventario della depressione BDI-II (Beck, 1996). È stata misurata anche l’aderenza al modello terapeutico utilizzando questionari di nuova concezione.

I risultati hanno indicato che la gravità dei problemi diminuiva con l’uso di entrambi gli approcci, rispetto alla Terapia Cognitivo Comportamentale; che la gravità iniziale era un fattore predittivo dell’esito e che l’alleanza terapeutica aumentava al progredire della terapia ma non era direttamente correlata agli esiti. L’aderenza riscontrata era elevata in entrambi gli approcci. Il lavoro pertanto suggerisce varie aree di miglioramento delle ricerche future.

IJTAR Volume 2 Numero 1 Gennaio 2011

Studiare l’acculturazione utilizzando la teoria dell’Analisi Transazionale: l’interazione tra posizioni esistenziali e stili di acculturazione
Lena Kornyeyeva
https://doi.org/10.29044/V2I1P3

Astratto
L’articolo contiene un resoconto parziale della ricerca quantitativa sul ruolo della posizione esistenziale negativa nella formazione della personalità autoritaria (di cui si fa menzione altrove) e sulle caratteristiche di acculturazione tra immigrati provenienti da un substrato autoritario in un contesto democratico (la Germania). Sono stati raccolti dati tra intervistati provenienti da contesti diversi: immigrati in Germania dalla Turchia, dall’Ex Unione Sovietica e dai paesi occidentali nonché nativi tedeschi che hanno rappresentato un gruppo di “quasi-controllo” (N=1318), ciascun sottocampione era composto da almeno 200 intervistati. Sono state effettuate varie analisi statistiche allo scopo di validare i risultati empirici (dall’analisi correlazionale fino alla modellazione ad equazioni strutturali). É stata confermata l’ipotesi secondo la quale una Posizione Esistenziale Negativa si presenta più articolata tra i soggetti che sono stati esposti ad un contesto sociale autoritario. L’ipotesi che una posizione esistenziale negativa serva da fattore predittivo per la cosiddetta disfunzione del processo di acculturazione è stata anch’essa confermata. É stata esaminata l’analogia concettuale tra posizioni esistenziali e stili di acculturazione ed è stata corroborata l’ipotesi secondo la quale quattro stili possibili di acculturazione (Berry et al., 1987, Berry & Kim, 1988; Berry et al., 1989) siano correlati con la posizione esistenziale corrispondente.

IJTAR Volume 2 Numero 1 Gennaio 2011

Impatto della formazione in psicoterapia analitico-transazionale sull’autoconsapevolezza e la capacità di contatto
Biljana van Rijn, Ciara Wild, Heather Fowlie, Charlotte Sills, Servaas van Beekum
https://doi.org/10.29044/V2I1P16

Astratto 
Trattasi di uno studio quantitativo in piccola scala condotto su studenti in formazione in psicoterapia relazionale ad indirizzo analitico-transazionale presso il Metanoia Institute di Londra nel Regno Unito tra settembre 2007 e luglio 2008. I ricercatori hanno voluto valutare l’impatto della formazione sulla salute psicologica degli studenti utilizzando l’”Autonomy Questionnaire” (Beekum & Krijgsman, 2000). Ciò ha permesso di misurare l’evoluzione dell’autoconsapevolezza e della capacità di contatto con altri degli studenti del secondo anno di formazione (primo anno di pratica clinica) rispetto agli studenti del 4° ed ultimo anno. L’ambito dello studio e i risultati sono ancora in  una fase esplorativa. La ricerca offre spunti per ulteriori approfondimenti nei settori della formazione psicoterapeutica e della supervisione.

IJTAR Volume 2 Numero 1 Gennaio 2011

Metodologia di ricerca sui casi di studio
Mark Widdowson
https://doi.org/10.29044/V2I1P25

Astratto 
Commentando la carenza di casi di studio nelle recenti pubblicazioni di psicoterapia, l’autore passa in rassegna i punti di forza della metodologia offerta dai casi di studio e risponde ad alcune delle critiche più comuni prima di fornire un compendio di tipologie di casi di studio ivi compresi casi clinici, sperimentali e naturalistici. Include altresì suggerimenti per lo sviluppo sistematico di casi di studio e brevi descrizioni di una serie di utili risorse di ricerca in merito alla misurazione del risultato e del processo. Vengono inoltre forniti esempi di caso di studio pragmatico e di efficacia ermeneutica sul caso singolo. Il lavoro si conclude con alcune considerazioni etiche ed un invito alla comunità dell’AT ad allargare i propri orizzonti nella ricerca sui casi di studio.

Procedure di calcolo matematico e driver in azione nell’ambiente di apprendimento
© 2010 Cesare Fregola
https://doi.org/10.29044/V1I1P30

Astratto
La carta segnala i risultati qualitativi della fase sperimentale di uno studio per esaminare i legami tra esperienze di apprendimento dei bambini associati a divisione a due cifre e il concetto di analisi transazionale dei driver. L’autore presenta i risultati ottenuti da un processo che ha utilizzato un questionario sviluppato durante una preventiva fase euristica di ricerca, combinato con le osservazioni di studente universitario dei bambini, disegni prodotti dai bambini e insegnante osservazioni sulla operazioni di autorizzazione utilizzate.  Vengono forniti esempi per ciascuno dei cinque spinti.

Volume 1 numero 1° luglio 2010

La dimensione affettiva dell’Alleanza in psicoterapia analisi transazionale
Roland Johnsson and Gunvor Stenlund
https://doi.org/10.29044/V1I1P45

Astratto
Lo studio descrive un’indagine del significato della dimensione affettiva dell’alleanza terapeutica (Bordin 1979), in una forma psicodinamica di analisi transazionale terapia dopo lo stile della “Terapia Redecision” (Goulding & Goulding, 1979).  Abbiamo esplorato il modello del cliente dei rapporti affettivi mediante uso di CCRT (il metodo di rapporto conflittuale Core, Luborsky & Crits-Christoph, 1990, 1998) ed esaminato come il terapeuta risponde a messaggi affettivi del client (“test”) di uso del piano Metodo di diagnosi (Weiss & Sampson, 1986).  Abbiamo trovato che gli aspetti “emozionali” giocano un ruolo più decisivo che è stato immaginato nel TA redecision metodo e approcci simili di psicoterapia TA che sottolineano i contratti, le attività di terapia e un approccio razionale.

Volume 1 numero 1° luglio 2010

Base di prove scientifiche per analisi transazionale durante l’anno 2010
Thomas Ohlsson
https://doi.org/10.29044/V1I1P4

Astratto
International Journal of Transactional Analysis Research, IJTAR, è stato creato per stimolare la ricerca e sostenere lo sforzo continuo per costruire una base di prove scientifiche per analisi transazionale (TA).  Questo articolo è un tentativo di individuare il punto di partenza per il giornale, per identificare, valutare e trarre conclusioni da quanto è già stato fatto e di articolare le prove scientifiche esistenti base per TA nell’anno 2010.

Volume 1 numero 1° luglio 2010

La base della medicina empirica in cerca di umanità e psicoterapia naturalistico in cerca di radici ermeneutica
(English) Pio Scilligo
https://doi.org/10.29044/V1I1P60

Non astratta è comparso.  Questo articolo è stato originariamente pubblicato in italiano come ‘ La base empirica della medicina alla ricerca di umanità e una psicoterapia naturalistica alla ricerca delle sue radici ermeneutiche’ a: “Psicologia e Psicoterapia Salute” 2006, vol. 12, n. 1, 1 – 30. La IFREP-93′ rivedere.  Questa traduzione viene visualizzata con il gentile permesso di IFREP-93.

Volume 1 numero 1° luglio 2010

Il rapporto tra insegnamento teoria di analisi transazionale e Locus gli studenti universitari of Control: una ricerca empirica
Yang Mei
https://doi.org/10.29044/V1I1P40

Astratto
Un’indagine, attraverso la ricerca empirica, del rapporto tra formazione in teoria di analisi transazionale e il Locus of Control di studenti del college.  Due questionari sono state condotte prima e dopo i corsi di analisi transazionale e personali rapporti narrativi dagli studenti sono stati raccolti. È stato trovato che psicologia educazione in analisi transazionale ha correlato con una riduzione in punteggi per la propensione di controllo esterno degli 81 studenti e loro assegnazioni visualizzato simile propensione.
Conoscenza di analisi transazionale è stato indicato per aiutare gli studenti a scoprire ed esplorare le proprie potenzialità e liberare la loro creatività. Si propone di considerare un aumento della teoria di analisi transazionale nella formazione degli studenti universitari.